Abbiamo già parlato del filato e di alcuni aspetti base, oggi ci concentreremo su altri particolari da definire prima di cominciare il lavoro.
Sul sito ufficiale c’è una lunga guida (in inglese) su tutto quello che bisogna sapere su questo lavoro. Per chi non mastica l’inglese, ecco una versione semplificata e riassuntiva della guida. Non per niente mi chiamano la regina della semplificazione, sono infatti favorevole a poche parole ma buone 😀
Questa non è quindi una traduzione fedele della guida, ma solo una chiacchierata informale.
Getting started
Di sicuro scegliere i colori per la coperta sarà una fase che porterà via non poco tempo, quindi solitamente superato questo scoglio il resto è tutta discesa 😀
L’importante è conservare il nostro prezioso bottino intonso fino a luglio: conservate gelosamente ogni avanzino di filo, non utilizzatelo per altri progetti. Di sicuro non è una questione di bagno del filato: trattandosi di esagoni separati non si noteranno tanto differenze in questo senso. Quanto piuttosto sarebbe antipatico dover comprare un gomitolo perché manca una gugliata 😉
Tensione del filato
L’argomento più odiato dalle knitter e crochetter in giro per il mondo… solitamente le magliste sono più precise a riguardo, chi armeggia con l’uncinetto è più naif e di tensione si occupa meno … anche perché è facile pensare che se gli esagoni vengono troppo piccoli se ne possono fare di più per compensare, no?
In questo caso la tensione è più importante perché determina anche il consumo di filato, oltre al fatto che potrebbe diventare difficoltoso unire gli esagoni se non sono precisi.
Senza contare che una tensione troppo morbida potrebbe non essere adatta ad una copertina perché troppo rada, mentre invece nel caso di una tensione troppo rigida si otterrebbe un bel tappetino per la cuccia >.<
Sulla guida è consigliato di fare un campione con il 4 mm, a maglia bassa, con 26 punti per 28 righe. In 10×10 cm dovreste avere 19 maglie per 21 righe.
E poi fare un secondo campione con l’uncinetto 3,5 mm, a maglia alta, di 28 punti per 12 righe. In 10×10 cm dovreste avere 19 maglie per 9,5 righe.
La maestra della semplificazione che c’è in me ha fatto subito il primo esagono e l’ha misurato. L’autrice dice che gli esagoni una volta fatti dovrebbero misurare 20 cm, ma è concesso che siano anche di 19,50 cm, visto che si tratta di così tante lavorazioni diverse messe nello stesso lavoro.
Mi sono salvata in corner con un 19,50 cm 😀
La misura dell’esagono va presa da angolo ad angolo!
Se il lavoro che otterrete è molto diverso da quello richiesto, ecco i fattori su cui potete lavorare:
- L’esperienza. Solitamente le novizie del crochet hanno una mano più irregolare, a volte molto più stretta perché sono sovrastate dall’ansia della prestazione 😀 Con l’andar del tempo la mano diventa più regolare. Si tratta comunque di un progetto articolato, che viene consigliato a chi ha già una certa esperienza nel crochet, e non alle inesperte totali. Ma a noi piacciono le sfide, vero??
- L’umore. È abbastanza ovvio che influisca sul lavoro no? Ma noi siamo delle professioniste!! Quindi relax e uncinetto in mano.
- Misura dell’uncinetto. Se la tensione è differente si può pensare di giocare con la misura dell’uncinetto per vedere di avvicinarsi alla magica misura di 20 cm per esagono. Ma noi abbiamo tutti gli uncinetti possibili immaginabili!
- Il filato. Bisogna sempre conoscere il filato che si sta utilizzando, la tensione e il ferro suggerito. Ma considerate che comunque quel che è indicato in etichetta è, appunto, un’indicazione, solo facendo una prova potrete verificare la resa con la vostra manualità.
Alla prossima puntata, con il primo esagono!!
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